Risonanza magnetica - Cosa è e come funziona la risonanza magnetica?

E' un esame che fornisce immagini dettagliate del corpo umano utilizzando un campo magnetico e onde a radiofrequenze. E' diversa dalla TAC perché non usa raggi X. Si basa sulla capacità di captare i segnali emessi dagli atomi di idrogeno - che compongono l'acqua e sono quindi presenti in abbondanza nei tessuti del corpo - quando questi sono sottoposti a un campo magnetico.

Come funziona
Un campo magnetico prodotto da una grossa elettrocalamita agisce sui nuclei degli atomi di idrogeno, che allineano il proprio momento magnetico parallelamente alla linea di forza del magnete, come succede alla limatura di ferro quando è sottoposta ad una calamita. Gli impulsi delle onde a radiofrequenza modificano l'orientamento dei nuclei che, al cessare degli impulsi tornano a orientarsi secondo l'asse del campo magnetico. Così facendo risuonano, cioè emettono un debolissimo segnale detto segnale di risonanza. Captato da ricevitori radio, convertito in impulsi digitali ed elaborato al computer permette di ottenere un'immagine la cui scala dei grigi corrisponde alle diverse intensità del segnale di risonanza. La forza del campo magnetico si misura in tesla ed è indicativa della risoluzione delle immagini, che aumenta man mano che aumenta l'intensità del campo. Solitamente il campo magnetico usato è di 0,5, 1,5 o 3 tesla.

Con la risonanza magnetica si possono fare sezioni su piani differenti del corpo: frontale, sagittale (lungo il piano ideale passante per l'asse longitudinale del corpo, che divide l'organismo in due metà, destra e sinistra) e trasversale (perpendicolare). Mediante l'impiego di mezzi di contrasto, per esempio derivati del gadolinio, è possibile mettere in luce le alterazioni della barriera ematoencefalica (glossario). La barriera ematoencefalica è un sistema paragonabile a un filtro che limita il passaggio di cellule e molecole dal sangue al sistema nervoso centrale, vale a dire all'ambiente nel quale si trovano cervello, cervelletto e midollo spinale.

Il macchinario di risonanza magnetica più usato ha la struttura di un cilindro lungo 1,5 metri e largo 60 o 70 cm di diametro a seconda delle apparecchiature. È aperto alle due estremità, c'è luce e aria. Nel cilindro viene fatto scorrere un lettino su cui è sdraiata la persona. Esistono anche macchinari aperti.

La risonanza magnetica aperta
Rispetto alle risonanze magnetiche chiuse, questo tipo di macchinario è aperto ai lati. Per questo può diminuire il senso di claustrofobia, paura e ansia nelle persone che ne soffrono, o essere utile per le persone in sovrappeso che sono scomode nel fare la risonanza magnetica chiusa. Per alcuni tipi di immagini può avere una qualità di risoluzione inferiore alla risonanza magnetica chiusa.

Cosa è il mezzo di contrasto

In genere per la diagnosi la risonanza magnetica viene fatta con il mezzo di contrasto a base di gadolinio. L'uso del gadolinio nel corso del monitoraggio è variabile da ospedale e ospedale.

Il gadolinio è un metallo raro che si estrae dalla terra. Poiché è altamente tossico, viene disciolto in una soluzione acquosa e legato con altre molecole a una struttura complessa chiamata chelato (il gadolinio è circondato a tenaglia dalle altre molecole, come se fosse stretto tra le chele di un granchio) per ridurne il livello di tossicità. La soluzione viene iniettata con iniezione seguita da piccolo bolo di soluzione fisiologica o con iniezione diretta o con iniettore. L'esame ha due fasi: una prima del contrasto e una dopo che il contrasto è stato iniettato.

Esistono diversi mezzi di contrasto a base di gadolinio. Sono classificati in lineari o macrociclici a seconda della struttura chimica del complesso chelante legato al gadolinio.

Quali mezzi di contrasto vengono utilizzati per la risonanza magnetica in sclerosi multipla?
Gadovist (gadobutrolo)
Artirem /Dotarem (acido gadoterico)
ProHance (gadoteridolo)


ll mezzo di contrasto con gadolinio ha qualche rischio?

Responsabile della pubblicazione: Redazione Progetto IN-DEEP

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