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La Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta si distingue a livello nazionale e internazionale per la sua specificità: è un IRCCS – Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico– monospecialistico, di natura pubblicala cui mission è di svolgere attività di ricerca e cura nel campo biomedico delle neuroscienze integrando la sua attività assistenziale con quella della ricerca traslazionale.

L’Istituto Besta è centro di eccellenza per la ricerca e la cura delle principali malattie neurologiche dell’adulto e del bambino, delle patologie neurochirurgiche e oncologiche e delle malattie croniche e rare.

Fondato nel 1918 e classificato come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) dal 1981, nell’aprile 2006, con Decreto del Ministero della Salute, l'Istituto Besta è stato trasformato in Fondazione IRCCS con personalità giuridica di diritto pubblico, ai sensi del decreto legislativo n. 288 del 2003.

L’attività della Fondazione è regolata dal proprio Statuto, che ne definisce la missione e ne garantisce l’autonomia organizzativa, amministrativa e contabile. I soci fondatori figurano la Regione Lombardia, il Ministero della Salute e il Comune di Milano, tutti rappresentati all’interno del Consiglio di Amministrazione. Nel giugno 2009, la Fondazione Mariani è entrata a far parte dell’Istituto Besta in qualità di primo partecipante privato, affiancando così gli enti pubblici fondatori nel Consiglio.

Le origini

La storia della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta prende avvio con l’istituzione del

Centro Neurochirurgico della Guastalla, creato su impulso del neuropsichiatra Carlo Besta per curare e reintegrare fisicamente e mentalmente i feriti al sistema nervoso durante la Prima Guerra Mondiale.

Il Centro aveva sede nell’attuale via Sforza, in un distaccamento dell’Ospedale Militare S. Ambrogio di Milano, nei locali di quella che era la scuola elementare del Collegio Reale delle Fanciulle.

Fin dal 1916 si costituì un Comitato di benefattori e mecenati composto fra gli altri da Guido Cagnola, Piero Puricelli, Antonietta Tosi, Federico Jarach e Gina Sacerdoti Donati, allo scopo di sostenere finanziariamente gli ulteriori bisogni socio-assistenziali.

Al termine del conflitto, con decreto prefettizio del 8 giugno 1918, fu trasformato in Ente giuridico con la denominazione di Istituto pro Feriti Cerebrali di Guerra.

L’Istituto fu inaugurato ufficialmente il 29 gennaio 1922, nella residenza signorile dell’industriale Ercole Marelli, completamente ristrutturata e adattata per accogliere le attività di una clinica specializzata, affacciata sul vialone in direzione di Monza che prenderà il nome di viale Zara.

Con decreto n. 974 del 19 aprile 1923, fu infine trasformato in Ente morale e classificato fra le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, assumendo la denominazione di Istituto Neurobiologico pro Feriti Cerebrali ed estendendo la propria assistenza ai “feriti di pace”.

Foto di Carlo Besta


Carlo Besta (1876 - 1940)

Nato a Teglio (Sondrio) il 17 aprile 1876, Carlo Besta studia Medicina e Chirurgia all’Università di Pavia, dove è allievo del futuro Premio Nobel Camillo Golgi. Laureatosi nel 1900, inizia a praticare presso l’Istituto psichiatrico di San Lazzaro di Reggio Emilia sotto la guida di Augusto Tamburini e, dopo un breve periodo di primariato all’Ospedale psichiatrico di San Servolo di Venezia, si trasferisce a Padova, in qualità di vicedirettore dell’Istituto psichiatrico diretto da Ernesto Belmondo. Nell’ottobre 1913 è professore straordinario di Clinica delle malattie nervose e mentali all’Università di Messina.

Allo scoppio del primo conflitto mondiale viene richiamato alle armi e destinato, come consulente neurologo, all’Ospedale militare di Sant’Ambrogio a Milano.

Convinto della validità dei criteri neurologici per la cura dei cerebrolesi di guerra anche dopo la guarigione clinica della ferita, fonda il Centro Neurochirurgico della Guastalla, dedicandosi alla diagnosi radiologica e al trattamento operatorio, fisioterapico e rieducativo. Con spirito pionieristico e lungimiranza, Besta riunisce in un’unica struttura monospecialistica lo studio e la cura delle malattie del sistema nervoso che prenderà il nome di Istituto Neurologico pro Feriti Cerebrali, la cui attività assistenziale prosegue anche dopo la guerra, con sede dapprima nella Villa Marelli, poi nella Città degli Studi di Milano.

Nel primo dopoguerra si divide tra la clinica e la ricerca all’Istituto Neurologico, di cui assume la direzione, e l’insegnamento a Messina. Dal 1924 è anche titolare della cattedra di Clinica delle malattie nervose e mentali della nascente Università degli Studi di Milano, che manterrà fino alla morte, avvenuta il 26 dicembre 1940.

Bozzetto edificio istituto neurologico


Da Villa Marelli a via Celoria

Nel 1930 l’Istituto venne trasferito in un nuovo e moderno complesso ospedaliero in via Celoria, in un’area concessa dal Comune di Milano, costruito grazie ai proventi della vendita di Villa Marelli e al finanziamento dell’Ingegner Piero Puricelli figura di rilievo dell’imprenditoria milanese e intitolato a Vittorio Emanuele III.

L’Istituto Neurologico Vittorio Emanuele III viene quindi inaugurato nel gennaio 1932, e lo statuto approvato con decreto del 2 maggio 1932.

Fin dalla sua fondazione, Carlo Besta ne assunse la direzione scientifica. A causa delle mutate esigenze del dopoguerra, l’attività si era estesa ai traumatizzati nervosi del lavoro e ai malati organici del sistema nervoso: fu proprio di Besta l’intuizione di raccogliere in un unico complesso clinico monospecialistico tutte le esperienze scientifiche, terapeutiche e chirurgiche riguardanti il sistema nervoso. Sotto la sua guida l’Istituto fu dotato delle più avanzate attrezzature radiologiche, diagnostiche (pneumoencefalografia, mielografia, arteriografia, elettroencefalografia) e chirurgiche (introduzione del bisturi diatermico, delle misure antisettiche e delle nuove tecniche anestesiologiche) e raggiunse il successo nazionale e internazionale.

Nel 1935, sotto la direzione di Adelaide Colli, venne istituito un servizio di Neuropsichiatria Infantile che in seguito assumerà grande rilevanza, grazie anche alla collaborazione di professionisti di fama indiscussa, come Fermo Mascherpa, considerato il padre della Neuroradiologia del nostro Paese, e Gian Maria Fasiani, il primo vero neurochirurgo italiano.


L’IRCCS Istituto Nazionale Neurologico Carlo Besta

Dopo la scomparsa di Carlo Besta, avvenuta nel 1940, la direzione scientifica fu affidata a un al primario neurologo Giuseppe Vercelli (1940-1967), che il 18 dicembre 1950 attuò il cambio di denominazione in Istituto Neurologico Carlo Besta, riconoscendo al suo fondatore un ruolo primario nella moderna neurologia italiana.

La sede di via Celoria, seriamente danneggiata dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, fu ricostruita e riadattata alle nuove esigenze, specialmente con l’incremento dei servizi di Neuro-Radio-Chirurgia, Elettroencefalografia, Elettromiografia, Neurofisiologia, Terapie Fisiche; fu ampliata la Neuropsichiatria Infantile, che fu ulteriormente potenziata nel 1960 con l’edificazione di un padiglione dedicato, grazie a una cospicua donazione del conte Tullio Fossati Bellani.

Il reparto di Neuropsichiatria Infantile fu il primo in Italia a possedere una sua autonomia operativa, affiancandosi alle altre discipline dell’Istituto quale nuovo elemento della sua unità organica e funzionale.

Con decreto dell’Alto commissariato per l’igiene e la sanità della Presidenza del Consiglio dei ministri del 19 febbraio 1952, l’Istituto Neurologico fu promosso a Istituto Specializzato a Carattere Scientifico “per i suoi meriti nel campo dell’assistenza e degli studi neurologici, della sua attività neuroradiologica e neurochirurgica e delle sue particolari iniziative nell’ambito dell’assistenza neuropsichiatrica dell’infanzia”.

Negli anni della direzione di Rinaldo Grisoni (1967-1973) vennero create le nuove Divisioni di Neurologia, Neurochirurgia, Neuropsichiatria infantile, Anestesia e Rianimazione, istituiti i diversi Servizi - tra cui Istologia patologica e Neurooftalmologia - e aperti i primi laboratori di ricerca (Neurofisiologia ed Epilessia, Malattie Neuromuscolari, Biochimica e malattie metaboliche del sistema nervoso, Neuropatologia, Neurochirurgia funzionale) con i rispettivi primari, che con Renato Boeri (1973-1987) diventarono riferimento nazionale e internazionale per le neuroscienze.

Nei decenni successivi, alla guida dell’Istituto si sono succeduti Orso Bugiani (1987-1994), Guglielmo Scarlato (1994-1995), Stefano Di Donato (1995-2002), Ferdinando Cornelio (2002-2016) Fabrizio Tagliavini (2016-2021) e dal 2021 Giuseppe Lauria Pinter. Ognuno di loro ha portato il proprio contributo allo sviluppo dell’attività e ad accrescere il prestigio nazionale e internazionale dell’Istituto, restando sempre fedele alla visione di Carlo Besta, basata sul trasferimento dei risultati della ricerca nella pratica clinica, utilizzando un approccio multidisciplinare e collaborativo, per il continuo miglioramento dell’efficacia diagnostica e terapeutica.


La Fondazione e il Centenario

Riconfermato IRCCS nel 1981, il 15 Luglio 2006 l’Istituto diventa fondazione con personalità giuridica di diritto pubblico. Nel 2009 entra nel Consiglio di Amministrazione in qualità di socio partecipante la Fondazione Pierfranco e Luisa Mariani, a cui si deve un supporto finanziario per la ricerca scientifica.

Il 7 dicembre 2017, nella ricorrenza della festività di Sant’Ambrogio, patrono cittadino, il Comune di Milano ha selezionato e insignito la Fondazione dell’Attestato di Civica Benemerenza.

Nel 2018, in occasione del centenario dalla sua fondazione, l'Istituto ha realizzato un intenso programma di iniziative scientifiche e culturali dedicate alle neuroscienze e alle sue relazioni con la storia, la musica e l’arte.

Fra gli eventi più significativi, la conferenza “100 anni di Neuroscienze 100 anni di Istituto Neurologico Carlo Besta” e la Cerimonia di presentazione e annullo del Francobollo dedicato ai cento anni dell’Istituto Neurologico e appartenente alla serie “Le eccellenze del sapere”, riservata alle grandi Istituzioni culturali italiane di tipo umanistico o scientifico-tecnologico.

Negli ultimi anni la Fondazione Carlo Besta ha intrapreso il processo per il trasferimento in una nuova e più moderna collocazione logistica, adeguata al progresso delle neuroscienze.

La Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta risponde al bisogno di salute rispettando alti standard di qualità, eticità, efficienza e innovazione scientifica, avendo come valore di riferimento la centralità della persona.

In linea con il proprio statuto e in conformità alla programmazione nazionale e regionale, l’Istituto persegue il suo obiettivo svolgendo principalmente le seguenti attività:

  • assistenza sanitaria e di ricerca biomedica e sanitaria, di tipo clinico e finalizzata alla cura (ricerca traslazionale);

  • elaborazione e attuazione di programmi diformazione professionale e di educazione sanitaria;

  • supporto alle università per l'istruzione e la formazione pre e post laurea;

  • sperimentazione e monitoraggio di forme innovative di gestione e organizzazione in campo sanitario e di ricerca biomedica.

L’Istituto si posiziona come centro di riferimento nazionale e internazionale nella ricerca scientifica, nella diagnosi e nella cura delle patologie neurologiche e neurochirurgiche di adulti e bambini e si propone di essere un punto di riferimento per la sperimentazione e il monitoraggio di forme innovative di gestione e organizzazione in campo sanitario e di ricerca biomedica, con l’obiettivo di offrire servizi sempre più efficienti ed efficaci, capaci di migliorare la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie.

Valori Fondanti dell'Istituto

  • Centralità della persona:
    L’Istituto pone al centro ogni persona, garantendo rispetto, dignità e tutelando i diritti di tutti i suoi pazienti e un ambiente lavorativo stimolante, che favorisca il loro sviluppo professionale e personale.

  • Eccellenza:
    Dalla cura dei pazienti alla ricerca scientifica grazie a personale qualificato e tecnologie avanzate.

  • Innovazione:
    L’istituto si impegna costantemente a sviluppare e adottare nuove metodologie di diagnosi, terapia e organizzative.

  • Collaborazione:
    Il lavoro di squadra interno e la cooperazione con enti esterni favoriscono lo scambio di conoscenze e lo sviluppo di sinergie.

  • Responsabilità:
    Attenzione a sostenibilità ambientale, sociale ed economica, con iniziative di solidarietà e sensibilizzazione.

  • Integrità:
    Le attività sono svolte con etica, trasparenza e nel rispetto delle leggi.

  • Formazione:
    Forte impegno nella formazione e nell’educazione continua di professionisti e studenti del settore sanitario.

La Fondazione, in conformità alla sua mission, ha costituito e partecipa, con altre strutture pubbliche e private, a diversi consorzi/associazioni/società:

  • Associazione Ce.ri.S.Ma.S. (Centro di Ricerche e Studi in Management Sanitario) che ha lo scopo di sviluppare attività di ricerca e promozione nell’area della gestione delle organizzazioni sanitarie, anche mediante forme di collaborazioni con istituzioni pubbliche e private.

  • Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere (FIASO) che ha come scopo quello di concorrere alla ottimale qualificazione e sviluppo dell’assistenza sanitaria nonché promuovere la formazione e l’aggiornamento professionale degli operatori sanitari.

  • Fondazione CNAO che ha come scopo la realizzazione e la gestione del Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, nonché lo svolgimento di attività di ricerca e formazione, con particolare ma non esclusivo riferimento all’Adroterapia Oncologica.

  • Associazione Network per la Valorizzazione della Ricerca (NETVAL) a cui aderiscono 64 tra Università e Centri di Ricerca, tra cui anche i 3 IRCCS pubblici lombardi, ha lo scopo fondamentale di diffondere le informazioni e la cultura del Trasferimento Tecnologico in Italia attraverso iniziative volte a mettere in contatto gli Uffici di Trasferimento Tecnologico (UTT) attraverso incontri, corsi di formazione e partecipazione a gruppi tematici.

  • Disability Italian Network (DIN), associazione che ha come finalità la diffusione in Italia della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, ICF, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

  • Fondazione ANTHEM (Advanced Technology for Human centEred Medicine), nata grazie ad un finanziamento nell’ambito del Piano Nazionale Complementare (PNC) al PNRR, ha l'obiettivo di colmare, con l’ausilio di tecnologie e percorsi multidisciplinari e innovativi, il gap esistente nell’assistenza sanitaria dei pazienti fragili e cronici all’interno di specifici territori caratterizzati da patologie orfane di terapie.

La Fondazione partecipa, a livello regionale, alla Rete delle Malattie rare e alla Rete delle Neuroscienze al cui all’interno sono costituire specifiche commissioni tecniche (es. Cefalee, Epilessia, ecc.) che hanno lo scopo di approfondire specifici temi per il raggiungimento delle finalità e degli obiettivi della rete.

A livello nazionale la Fondazione partecipa:

  • Associazione Rete delle neuroscienze e della riabilitazione (RIN), con sede legale presso la Fondazione Besta, che ha come scopo quello di stimolare la collaborazione tra gli IRCCS che operano nell’ambito delle neuroscienze e della neurorabilitazione, favorire la diffusione delle informazioni inerenti l’attività clinico-scientifica e coordinare le azioni a livello internazionale volte ad aumentare il rilievo e la competitività del settore delle neuroscienze e della neurorabilitazione.

  • Associazione Rete Italiana salute dell’Età evolutiva (IDEA), che associa gli IRCCS con specializzazione pediatrica e il cui obiettivo è quello di promuovere la ricerca scientifica e tecnologica sui temi legati alla salute in età evolutiva promuovere l’educazione e l’informazione per favorire la qualità della vita del bambino e la sua piena crescita psicofisica.

  • PerfeTTO prima rete italiana composta da 51 Uffici di Trasferimento Tecnologico (TTO) nel settore delle Scienze della Vita finanziata con un investimento pubblico complessivo di 15 milioni di euro dal Ministero della Salute attraverso il Piano Nazionale Complementare (PNC) al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Ecosistema Innovativo della Salute E.3. La rete mira ad incentivare la cultura nazionale del trasferimento tecnologico nell’ambito delle Scienze della Vita e a sviluppare servizi, strumenti e risorse utili a colmare il divario tra ricerca e innovazione, promuovendo lo sviluppo tecnologico e la valorizzazione internazionale della ricerca del nostro Paese.

  • Cluster Lombardo Scienze della Vita, opera per favorire le capacità di Ricerca & Innovazione dell’ecosistema lombardo pubblico e privato, per promuovere la Lombardia come polo di eccellenza per la ricerca e l’innovazione favorendo il processo di trasferimento tecnologico e l’incontro tra impresa e ricerca, individuando le tendenze strategiche nazionali e internazionali, agevolando la crescita delle competenze e delle risorse del territorio, catalizzandone la messa a sistema e favorendo l’accesso alle infrastrutture.

A livello internazionale partecipa:

Si tratta di Reti europee di riferimento per patologie specifiche ai sensi della Direttiva 2011/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 9/03/2011, concernente l'applicazione dei diritti dei pazienti all'assistenza sanitaria transfrontaliera, la quale, all'articolo 12, prevede lo sviluppo di reti europee di riferimento, costituite da centri di riferimento/eccellenza appartenenti agli Stati membri.

  • Rete H.P.H. (Health Promoting Hospital), un progetto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità finalizzato alla promozione della salute.

Centro Collaboratore italiano OMS per la Famiglia delle Classificazioni (WHO-CC Research Branch); il Centro OMS si occupa per l’Italia dello sviluppo e della diffusione delle classificazioni internazionali e dei temi disabilità e riabilitazione.