21 maggio 2026
Senza anestesia, senza bisturi e senza dolore: oggi è possibile trattare i tremori incontrollabili in poche ore grazie a una tecnologia innovativa che sta cambiando il paradigma della neurochirurgia. Si tratta della MRgFUS (ultrasuoni focalizzati guidati da risonanza magnetica), una tecnica non invasiva che consente di intervenire con estrema precisione su specifiche aree del cervello, senza incisioni né chirurgia tradizionale.
All’Istituto Neurologico Carlo Besta, questa tecnologia è disponibile dal 2019 grazie alla generosa donazione di Ines (Nina) Ravelli. Da allora sono state eseguite 400 procedure, offrendo a centinaia di pazienti nuove prospettive di cura e qualità della vita.
Un ulteriore passo avanti è stato compiuto a dicembre 2025 con l’installazione del nuovo sistema Exablate Prime, finanziato da Regione Lombardia. Questa versione evoluta consente di ridurre i tempi della procedura di circa un terzo, migliorando l’efficienza e ampliando il numero di pazienti trattabili.
Il sistema è stato inaugurato ufficialmente alla presenza dell’Assessore al Welfare Guido Bertolaso. L’Istituto Besta si conferma così un centro di riferimento internazionale: è stato infatti il primo in Europa a integrare questa tecnologia con la risonanza magnetica intraoperatoria, una combinazione oggi presente in pochissime strutture al mondo e che apre nuove prospettive nella ricerca e nel trattamento di tumori cerebrali e malattie neurodegenerative, tra cui l’Alzheimer.
“La disponibilità della tecnologia MRgFUS Prime rappresenta un passaggio strategico nel percorso di crescita del nostro Istituto”, ha dichiarato Marta Marsilio, Presidente della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta. “Essere il primo centro in Europa ad aver installato questa apparecchiatura di ultima generazione rafforza il nostro ruolo di eccellenza nelle neuroscienze e ci permette di offrire ai pazienti l’accesso alle tecnologie più avanzate a livello internazionale.”
L’obiettivo è ambizioso: superare i 130 pazienti trattati ogni anno per disturbi del movimento e triplicare i trattamenti sperimentali, sia nell’ambito dei tumori cerebrali sia per altre patologie neurologiche. L’aumento costante della domanda conferma l’importanza di investire in innovazione e apre la strada a nuovi modelli organizzativi per ampliare ulteriormente l’accesso a queste cure.
Il futuro della neurochirurgia è sempre più preciso, meno invasivo e orientato al paziente. E oggi, al Besta, è già realtà.