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28 luglio 2026

Come si finanzia un ospedale pubblico? Il sistema di rendicontazione spiegato dal Direttore Sanitario Davide Archi

Come si finanzia un ospedale pubblico? Il sistema di rendicontazione spiegato dal Direttore Sanitario Davide Archi

Come viene finanziato un ospedale pubblico? Chi decide quante visite, esami e ricoveri possono essere effettuati e in che modo queste attività vengono rimborsate? Dietro ogni prestazione sanitaria esiste un articolato sistema di programmazione, rendicontazione e finanziamento che consente alle strutture di garantire cure ai cittadini. Per capire come funziona questo meccanismo e come viene finanziato l'Istituto Neurologico Carlo Besta, ne parliamo con il Direttore Sanitario, Davide Archi.

Dottor Archi, come viene finanziata l'attività clinica dell'Istituto Besta?

Il finanziamento dell'Istituto si divide sostanzialmente in due grandi aree: l'attività di ricovero e quella ambulatoriale. In entrambi i casi le risorse provengono dalla Regione, che gestisce i fondi assegnati dal Ministero della Salute e li distribuisce attraverso le ATS, le Agenzie di Tutela della Salute.

Come funziona il finanziamento delle prestazioni ambulatoriali?

Ogni prestazione ambulatoriale, come ad esempio una visita specialistica, una TAC o una risonanza magnetica, ha una tariffa stabilita a livello nazionale. Il tariffario, aggiornato all'inizio del 2025, definisce quanto ogni prestazione viene rimborsata, indipendentemente dall'ospedale che la esegue. Noi effettuiamo le prestazioni, le rendicontiamo e successivamente l'ATS provvede al rimborso sulla base del contratto stipulato annualmente.

Che cos'è il contratto con ATS?

Ogni anno, generalmente nel mese di aprile, viene firmato un contratto tra l'ospedale e l'ATS nel quale viene definito il budget disponibile per l'attività dell'anno. Si tratta di una programmazione basata sia sull'attività storica dell'Istituto sia sui nuovi bisogni di salute della popolazione. L'obiettivo è raggiungere il volume di prestazioni concordato ovvero il budget. Se aumenta il fabbisogno di determinate visite o esami, la Regione e l'ATS possono incrementare il budget destinato a quelle attività

Quindi è la Regione a decidere quali prestazioni devono essere potenziate?

Esattamente. La Regione assegna un budget alle ATS, con cui analizzano i bisogni sanitari del territorio. Se emerge una maggiore richiesta di una determinata prestazione, ad esempio visite neurologiche, TAC o risonanze magnetiche, vengono stanziate ulteriori risorse affinché gli ospedali possano aumentare l'offerta. Questo significa aprire nuove agende, creare ulteriori slot di prenotazione e ampliare la capacità di risposta alle esigenze dei cittadini.

Negli ultimi anni questo è successo soprattutto per ridurre le liste d'attesa?

Per ridurre le liste d'attesa la Regione ha aumentato significativamente le risorse dedicate all'attività ambulatoriale. Esiste una cabina di regia regionale che monitora costantemente le prestazioni considerate prioritarie e indicare alla Direzione Generale Welfare, nel corso dell'anno, come destinare eventuali nuovi fondi agli ospedali per incrementarne l'offerta. In pratica, la Regione mette a disposizione nuovi fondi laddove emerge un fabbisogno maggiore.

Per i ricoveri il meccanismo è lo stesso?

Il principio è simile, ma il sistema è più complesso. Anche per i ricoveri esiste un budget assegnato dall'ATS, tuttavia il rimborso non si basa semplicemente su un tariffario delle singole prestazioni. Ogni ricovero viene descritto attraverso una dettagliata scheda di dimissione ospedaliera, il documento che viene utilizzato per la rendicontazione. Ogni medico registra la diagnosi del paziente, le eventuali complicanze e tutte le prestazioni effettuate durante il ricovero come ad esempio interventi chirurgici, esami diagnostici, terapie intensive, procedure e così via. Ogni diagnosi e ogni procedura vengono associate a uno specifico codice previsto dalla classificazione internazionale delle malattie e degli interventi, oggi basata sull'ICD-9-CM.

Perché questa codifica è così importante?

Perché permette di classificare in modo uniforme tutti i ricoveri. L'insieme dei codici attribuiti al paziente genera il cosiddetto DRG, il Raggruppamento Omogeneo di Diagnosi. Ogni DRG rappresenta una tipologia di ricovero con caratteristiche cliniche simili e a ciascuno è associata una tariffa nazionale di rimborso. In questo modo è possibile remunerare il ricovero in maniera standardizzata e confrontare l'attività tra ospedali, regioni e persino a livello internazionale.

La classificazione delle malattie rimarrà la stessa?

No. Entro la fine dell'anno è previsto il passaggio alla classificazione ICD-10, una versione molto più dettagliata e aggiornata. L'evoluzione delle conoscenze mediche ha infatti reso necessario distinguere in maniera sempre più precisa le diverse patologie e le relative procedure.

Che cosa copre concretamente il rimborso ricevuto dall'ospedale per il ricovero?

Le tariffe sono costruite sulla base dei costi medi necessari per assistere un paziente durante il ricovero. Comprendono quindi le risorse umane, l'assistenza infermieristica, le attività mediche, gli esami diagnostici, le apparecchiature, i farmaci, i servizi e tutte le altre componenti necessarie a garantire le cure. Si tratta quindi di uno standard che tiene conto dell'insieme delle risorse impiegate.

Quindi la rendicontazione è un aspetto fondamentale

Sì, perché è uno strumento essenziale di governo che consente alla Regione di conoscere l’operato degli enti cha fanno parte del Sistema Sanitario Regionale e pianificare le risorse, indirizzandole, in base ai bisogni sanitari della popolazione, dove sono maggiormente necessarie, garantendo ai cittadini un'offerta sanitaria sempre più adeguata ed efficiente.

Responsabile della pubblicazione: Redazione Web