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Adenoma Ipofisario

L’adenoma ipofisario è una neoplasia generalmente benigna che origina dall’ipofisi, una ghiandola situata alla base del cervello e deputata al controllo di numerosi ormoni. Può essere secernente, quando determina una produzione ormonale eccessiva, oppure non secernente, quando non produce ormoni ma provoca sintomi per effetto della crescita della massa. In base alle dimensioni si distinguono microadenomi (inferiori a 1 cm) e macroadenomi (pari o superiori a 1 cm). L’aumento di volume può causare compressione delle strutture circostanti, in particolare del chiasma ottico, con conseguenti disturbi visivi, oppure ridurre la normale funzione ipofisaria (ipopituitarismo). In alcuni casi la diagnosi è incidentale. Il trattamento dipende dal tipo di adenoma e dal quadro clinico e può includere terapia farmacologica, chirurgia mini-invasiva per via transnasale/transsfenoidale e, in casi selezionati, radioterapia. Anche se benigno, richiede un follow-up clinico e strumentale nel tempo.

I sintomi dell’adenoma ipofisario variano in relazione alle dimensioni della lesione e all’eventuale attività ormonale. L’effetto massa può determinare cefalea, riduzione del campo visivo e visione doppia. La compromissione della funzione ipofisaria può causare stanchezza, riduzione della libido, irregolarità del ciclo mestruale o infertilità. Gli adenomi secernenti determinano sintomi specifici, come galattorrea e amenorrea nei prolattinomi, manifestazioni di acromegalia o sindrome di Cushing.

La diagnosi di adenoma ipofisario si fonda su una valutazione neurochirurgica specialistica. Gli esami ormonali mirati definiscono l’attività funzionale dell’adenoma e l’eventuale presenza di deficit ipofisari. L’esame di riferimento è la risonanza magnetica della sella turcica con mezzo di contrasto; nel sospetto di compressione del chiasma ottico è indicata una valutazione oculistica.

In caso di sospetto di adenoma ipofisario, è raccomandato rivolgersi a un centro neurochirurgico dotato di un’équipe multidisciplinare. La valutazione neurochirurgica rappresenta un passaggio centrale per l’inquadramento diagnostico-terapeutico e per la definizione del percorso più appropriato, in collaborazione con endocrinologo, neuroradiologo e oculista. Il trattamento varia in base al tipo di adenoma: nel prolattinoma la prima scelta è la terapia farmacologica con agonisti dopaminergici; negli altri adenomi secernenti o nei macroadenomi con disturbi visivi o neurologici può essere indicato un intervento neurochirurgico mini-invasivo per via trans-naso-sfenoidale. La comparsa improvvisa di cefalea intensa, rapido peggioramento della vista, visione doppia, sonnolenza o nausea e vomito importanti richiedono una valutazione urgente per sospetta apoplessia ipofisaria. Dopo il trattamento sono necessari controlli periodici neurochirurgici, endocrinologici e neuroradiologici.