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Disturbo Primario del Linguaggio

Il Disturbo Primario del Linguaggio è un disturbo del neurosviluppo che compromette in modo significativo l’acquisizione del linguaggio in assenza di deficit cognitivi, neurologici, sensoriali o emotivi. Interessa circa il 5–7% dei bambini in età prescolare. Può coinvolgere vari livelli linguistici: fonologia, lessico, morfosintassi e competenze narrative. Può manifestarsi prevalentemente sul versante espressivo o, nei casi più complessi, anche su quello ricettivo, con maggiore impatto funzionale. La gravità e la tipologia delle difficoltà sono variabili. Le linee guida nazionali indicano come età ottimale per la diagnosi i 3 anni e mezzo-4. L’andamento è eterogeneo, ma un intervento precoce migliora prognosi e partecipazione comunicativa.

Linguaggio poco comprensibile, frasi semplici e poco strutturate, errori fonologici persistenti, vocabolario ridotto, difficoltà a recuperare parole, problemi grammaticali e, nei casi ricettivi, difficoltà di comprensione.

Si basa su valutazione multidisciplinare in équipe con osservazioni dirette del bambino, somminisztrazione di test e scale di sviluppo e questionari per i genitori e talvolta anche per insegnanti.

Il trattamento logopedico è centrale e personalizzato secondo il profilo linguistico. Esistono anche percorsi di training riabilitati sperimentali con obiettivi specifici (es. sviluppo delle competenze morfosintattiche). È importante coinvolgere la famiglia attraverso strategie comunicative quotidiane e favorire la collaborazione con scuola e insegnanti.

Percorsi riabilitativi sperimentali con nuove tecnologie (in collaborazione con Università Bicocca) Studio delle basi genetiche del DPL e dei correlati neurofisiologici tramite MEG in casi selezionati (progetto ANIMANDO)