Le encefaliti autoimmuni sono uno spettro di patologie immunomediate, dove il sistema immunitario riconosce come estranee proteine normalmente espresse sulla superficie dei neuroni, che pertanto diventano il bersaglio dell’autoimmunità. All’interno delle encefaliti autoimmuni si riconoscono su base clinica-radiologica, l’encefalite limbica (tra cui anticorpi contro LGI1, CASPR2, GABA-B, AMPA-R, GAD65) e le encefaliti extra-limbiche (anti-NMDAR, GABA-A, DPPX), le encefaliti del tronco (anticorpi contro GAD65, IgLON5, glycine receptor) e le meningoencefaliti autoimmuni (anti-GFAP). Spesso il decorso è stereotipato.
Il decorso di malattia è spesso rapido, tuttavia esistono “forme fruste” con manifestazioni isolate o con decorso ingravescente simil-neurodegenerativo (malattia da IgLON5, CASPR2, DPPX).
Esistono infine disturbi del movimento autoimmuni come l’atassia cerebellare immuno-mediata, la sindrome della persona rigida (anti-GAD65), la sindrome da ipereccitabilità neuronale (sindrome di Isaacs), la encefalomielite progressiva con rigidità e mioclono (anti-recettore della glicina).
I sintomi dipendono dalla sede dell’infiammazione e i più frequenti includono crisi epilettiche, disturbi comportamentali/psichiatrici, deterioramento cognitivo rapidamente ingravescente e segni neurologici focali. I disturbi del movimento sono ipercinetici (corea, mioclono). Le atassie si presentano con instabilità nella marcia, visione doppia e tremore. La sindrome della persona rigida e l’ipereccitabilità muscolare si presentano con crampi, e nella prima sono presenti rigidità e disturbi della marcia.
La diagnosi prevede la valutazione clinica da parte di un neurologo esperto in encefaliti autoimmuni, l’esclusione di altre cause potenziali, l’esecuzione di EEG, risonanza magnetica e la PET dell’encefalo, l’analisi di siero e liquor. Fondamentale per la diagnosi è l’identificazione, anche tramite metodiche sperimentali, degli autoanticorpi associati a queste patologie.
I pazienti richiedono un celere work-up diagnostico per la conferma diagnostica e per l’esclusione di potenziali patologie che mimino una encefalite autoimmune. In base alle manifestazioni cliniche e al tipo di autoanticorpo riscontrati, può essere necessario eseguire degli accertamenti volti ad escludere la presenza di patologie neoplastiche sottostanti.
Successivamente, il neurologo esperto può prescrivere un trattamento con farmaci immunomodulanti o immunosoppressori, al fine di controllare la risposta immunitaria aberrante che è causa della malattia.
I pazienti affetti da encefalite autoimmune richiedono un follow-up dedicato per controllarne l’andamento clinico e monitorare il trattamento con farmaci immunosoppressori. Nel corso del follow-up può essere utile ripetere esami di neurofisiologia come EEG e imaging con risonanza magnetica o PET cerebrale.
Presso la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta è attivo un percorso dedicato per queste patologie.
Caratterizzazione clinica, neurofisiologica, radiologica e laboratoristica di encefaliti autoimmuni.
Identificazione di nuovi autoanticorpi e biomarcatori diagnostici e prognostici.
Studio dei meccanismi patogenetici alla base delle encefaliti autoimmuni.