Le sindromi paraneoplastiche sono delle patologie in cui il sistema immunitario, mentre difende l’organismo da una neoplasia, attacca in maniera aberrante anche il sistema nervoso. Spesso, all’esordio di queste patologie, il tumore non è riscontrabile o si identifica in uno stadio iniziale.
Queste patologie spesso presentano un decorso subacuto, e la loro diagnosi è supportata da segni laboratoristici o radiologici di infiammazione. Di fondamentale importanza è il riscontro di autoanticorpi diretti contro proteine espresse all’interno della cellula neuronale (ad esempio Hu, Yo, Kelch-11, Ma2, CV2/CRMP5, SOX1, PCA2, amfifisina, Tr/DNER), che si associano a specifici fenotipi clinici e che permettono di predire la neoplasia associata alla sindrome neurologica e mirare lo screening oncologico.
Recentemente il trattamento di neoplasie con gli immune checkpoint inhibitors può essere complicato da patologie neurologiche autoimmuni che richiedono un pronto inquadramento diagnostico e terapeutico.
Le sindromi paraneoplastiche possono manifestarsi come encefalite limbica, encefalomielite, atassia cerebellare, opsoclono-mioclono, pseudo-ostruzione gastrointestinale, encefalite extra-limbica, encefalite del tronco, mielopatia isolata, neuronopatie sensitive e poliradicolopatie. Il decorso di queste patologie è tipicamente subacuto e sintomi dipendono dalla sede del coinvolgimento.
La diagnosi di sindrome neurologica paraneoplastica si basa sulla interpretazione di dati clinici, laboratoristici, anticorpali e di aspetti oncologici nel loro complesso.
Per la diagnosi sono necessari accertamenti mirati sulla base del fenotipo clinico, l’analisi di siero e liquor cefalorachidiano per la ricerca di segni di infiammazione e autoanticorpi, e la ricerca della neoplasia sottostante.
Nel sospetto di queste patologie, è necessario un celere work-up diagnostico e una valutazione di screening volta ad identificare neoplasie sottostanti (in particolare con PET TC).
La diagnosi viene posta tramite la verifica della corretta associazione tra fenotipo clinico, autoanticorpi e neoplasia, come dai più recenti criteri diagnostici.
Dopo la conferma, il paziente deve essere indirizzato sia al trattamento oncologico che iniziare precocemente un trattamento immunosoppressivo nel tentativo di fermare il processo autoimmunitario. La precocità dell’immunoterapia è di particolare importanza nelle forme di tossicità da checkpoint inhibitors.
È indicato un follow-up per monitorare l’andamento clinico, il trattamento con farmaci immunosoppressori e ripetere lo screening oncologico fino a 2-5 anni, nonché altri accertamenti ritenuti di rilievo in base al quadro clinico.
Presso la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta è attivo un percorso dedicato per queste patologie.
Caratterizzazione clinica, radiologica e laboratoristica di sindromi paraneoplastiche e tossicità da terapie oncologiche.
Implementazione e miglioramento dell'accuratezza dei test diagnostici per le sindromi neurologiche paraneoplastiche.