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19 settembre 2025

Giornata Mondiale dell’Alzheimer: al Besta due studi su colesterolo e vescicole extracellulari. Obiettivo: individuare i meccanismi che causano la malattia

Giornata Mondiale dell’Alzheimer: al Besta due studi su colesterolo e vescicole extracellulari. Obiettivo: individuare i meccanismi che causano la malattia

Milano, 19 settembre 2025 - La malattia di Alzheimer è una patologia neurodegenerativa cronica e progressiva che rappresenta la causa più comune di demenza. Le funzioni cognitive più colpite sono quelle della memoria e del linguaggio, che portano con il tempo alla perdita dell’autonomia nelle attività della vita quotidiana. Si stima che in Italia vivano circa 1.200.000 persone con demenza, e di queste circa 600.000 siano affette dalla malattia di Alzheimer. Oggi, grazie ai progressi della ricerca scientifica, si è in grado di riconoscere e diagnosticare questa patologia più velocemente rispetto al passato, ma non si è ancora in grado di curarla in modo efficace, nonostante gli sforzi costanti da parte della comunità scientifica. L’Istituto Neurologico Carlo Besta è in prima linea nell’attività di ricerca su questa malattia con progetti innovativi che hanno l’obiettivo di comprenderne la patogenesi, di individuare potenziali bersagli molecolari verso i quali indirizzare nuovi approcci terapeutici, e di identificare biomarcatori che consentono di intercettare e di riconoscere la malattia nelle sue fasi più precoci.

Nonostante negli ultimi anni siano stati fatti notevoli passi avanti nello studio delle cause della malattia di Alzheimer, ancora molti aspetti non sono del tutto noti” – afferma la Dott.ssa Marcella Catania, Ricercatrice Biotecnologa SC Neurologia 8 – Demenze e patologie degenerative del SNC - al Besta. “Al Besta stiamo portando avanti un progetto di ricerca che ha l’obiettivo di indagare il ruolo e l’interazione tra la neuroinfiammazione e le vescicole extracellulari, delle “micro-navette” specializzate nel trasportare le informazioni da una cellula all’altra. Comprendendo meglio il loro ruolo potremmo anche capire il loro contributo nella patogenesi e nella diffusione della malattia, e nella definizione delle sue caratteristiche cliniche”. Il progetto di ricerca è finanziato con oltre 700.000 euro dal Ministero della Salute attraverso i fondi del PNRR, ed è realizzato in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Policlinico Universitario Luigi Vanvitelli di Napoli. Nell’ambito della sperimentazione sono stati reclutati circa 250 pazienti – anche affetti da forme atipiche della malattia - che saranno caratterizzati dal punto di vista clinico, radiologico e neuropsicologico. Parallelamente saranno analizzati anche i fluidi biologici dei pazienti (plasma e liquor) per identificare le molecole coinvolte nell’infiammazione e trasportate dalle vescicole extracellulari. Le molecole più promettenti verranno studiate utilizzando modelli in vitro, attraverso i quali l’equipe del Besta cercherà di capire come queste possano giocare un ruolo fondamentale nella malattia. “I risultati di questo progetto potrebbero portare anche all’identificazione di nuovi bersagli da poter utilizzare come target terapeutici per sviluppare approcci innovativi per contrastare la malattia” – conclude la Dott.ssa Catania.

Un'altra area di ricerca sulla malattia di Alzheimer si focalizza sullo studio del metabolismo del colesterolo. “Stiamo portando avanti uno studio finanziato dal Ministero della Salute (progetto di Ricerca Finalizzata – 2021) in collaborazione con il Laboratorio di Patologia e Fisiopatologia Generale dell’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano, Università di Torino per comprendere il ruolo del colesterolo e dei suoi metaboliti sulla severità e progressione della malattia” – sottolinea la Dott.ssa Paola Caroppo, Neurologa e Dirigente Medico presso la SC Neurologia 8 – Demenze e patologie degenerative del SNC del Besta. Nell’ambito dello studio sono stati reclutati pazienti con malattia di Alzheimer e altre demenze, sottoposti a valutazione clinica e neuropsicologica e a Risonanza Magnetica dell’encefalo longitudinale. Il colesterolo e i suoi metaboliti vengono dosati nei fluidi biologici dei pazienti (liquor e plasma). Lo studio si concentra inoltre sull'enzima PCSK9, coinvolto nel metabolismo del colesterolo, valutando la sua espressione in tessuti cerebrali post-mortem, i livelli nel plasma e nel liquor cerebrospinale dei pazienti e studiando inoltre la capacità di PCSK9 di indurre neurodegenerazione e neuroinfiammazione su modelli cellulari. “Questo progetto può contribuire a identificare nuovi biomarcatori di neurodegenerazione, chiarire il ruolo del colesterolo nella malattia di Alzheimer e nelle altre demenze ed identificare future strategie terapeutiche” – conclude la dott.ssa Caroppo.

Ufficio Stampa Istituto Neurologico Carlo Besta

Giulia Fabbri – g.fabbri@bovindo.it – 3456156164

Responsabile della pubblicazione: Redazione Web