28 luglio 2026
La ricerca del Besta continua a distinguersi a livello nazionale. Nell'ambito del Bando di Ricerca Finalizzata 2024 del Ministero della Salute, l'Istituto ha ottenuto il finanziamento di 13 progetti, per un valore complessivo di oltre 3,4 milioni di euro. Un risultato che conferma l'eccellenza della ricerca neuroscientifica del Besta e la sua capacità di valorizzare i giovani talenti: cinque dei progetti finanziati sono infatti guidati da ricercatori under 40.
Oggi vi presentiamo due di questi tredici progetti vincitori, che affrontano sfide cruciali per la diagnosi e il trattamento delle malattie neurologiche, proponendo approcci innovativi con un potenziale impatto concreto sulla pratica clinica.
Mind the Body di Francesca Magnani
Il progetto mira a sviluppare un nuovo biomarcatore neurofisiologico della coscienza, semplice, economico e utilizzabile direttamente al letto del paziente, con potenziali ricadute sia nella diagnosi e riabilitazione dei pazienti con gravi lesioni cerebrali sia nel monitoraggio della profondità dell'anestesia generale.
Il progetto affronta una delle sfide più importanti delle neuroscienze e della medicina: comprendere come valutare la coscienza in persone con gravi lesioni cerebrali e nei pazienti sottoposti ad anestesia generale. Oggi, la diagnosi si basa soprattutto sulla capacità del paziente di rispondere agli stimoli esterni, ma questa valutazione può non rilevare forme di consapevolezza ancora presenti.
La ricerca propone un approccio innovativo basato sulla rappresentazione spaziale del corpo, ovvero sulla capacità del cervello di costruire una mappa del proprio corpo nello spazio, considerata un elemento fondamentale per interagire con l'ambiente. L'obiettivo è sviluppare un semplice test neurofisiologico, utilizzabile direttamente al letto del paziente, in grado di individuare questo indicatore e migliorare la diagnosi dei Disturbi della Coscienza.
The Trouble of Muscle Struggle di Riccardo Masson
Il progetto si propone di fare luce sui processi che portano al progressivo indebolimento dei muscoli nelle principali malattie pediatriche del motoneurone. Sebbene queste patologie abbiano origini differenti, condividono una conseguenza comune: la perdita di forza e funzione muscolare, che compromette in modo significativo la qualità di vita dei bambini. Comprendere come e perché il muscolo si modifica nel tempo rappresenta un passaggio fondamentale per sviluppare trattamenti più efficaci e personalizzati.
La ricerca parte dall'ipotesi che, nonostante le diverse cause delle malattie, esistano meccanismi biologici condivisi che determinano il deterioramento del muscolo. Individuarli potrebbe consentire di trasferire conoscenze e strategie terapeutiche da una patologia all'altra, accelerando lo sviluppo di nuove cure.
Per raggiungere questo obiettivo, i ricercatori adotteranno un approccio multidisciplinare che integra valutazioni cliniche, analisi nutrizionali, tecniche avanzate di imaging e studi biologici. I bambini coinvolti saranno sottoposti a esami non invasivi, come risonanza magnetica ed ecografia muscolare, per monitorare nel tempo i cambiamenti della struttura del muscolo. Parallelamente, verranno analizzati campioni di sangue e urine per identificare biomarcatori utili a seguire l'evoluzione della malattia e la risposta alle terapie.
Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda lo sviluppo di modelli tridimensionali di muscolo ottenuti a partire da cellule delle urine dei pazienti, riprogrammate in cellule staminali. Questa tecnologia permetterà di ricreare in laboratorio un tessuto muscolare "personalizzato", con cui studiare i meccanismi della malattia e testare potenziali strategie terapeutiche senza ricorrere a biopsie muscolari, un vantaggio particolarmente rilevante nei pazienti pediatrici. Lo studio includerà bambini con Atrofia Muscolare Spinale, Paralisi Cerebrale e Paraparesi Spastica Ereditaria, oltre a un piccolo gruppo di pazienti con Distrofia Muscolare di Duchenne, utilizzato come modello di confronto per una malattia che colpisce direttamente il muscolo. L'obiettivo finale è individuare nuovi biomarcatori e bersagli terapeutici capaci di migliorare la diagnosi, monitorare la progressione delle malattie e guidare lo sviluppo di trattamenti sempre più mirati.