Le malattie neurometaboliche dell’età adulta sono patologie rare dovute a difetti del metabolismo cellulare, che possono coinvolgere il sistema nervoso centrale e, in molte forme, anche altri organi come il fegato, gli occhi e le ossa. Comprendono i difetti del metabolismo intermedio (ad esempio l’acidemia metilmalonica con omocistinuria, i disturbi del ciclo dell’urea), le malattie da accumulo lisosomiale (GM1, GM2, Niemann-Pick tipo C, ceroidolipofuscinosi neuronali), i difetti del metabolismo dei metalli o delle vitamine (malattia di Wilson, malattia di Fahr, malattia di Hartnup), le alterazioni del metabolismo degli steroli (come la xantomatosi cerebrotendinea) e alcune istiocitosi croniche, tra cui la malattia di Erdheim–Chester, storicamente correlata a disturbi del metabolismo lipidico. L’esordio può verificarsi in età adulta, con manifestazioni neurologiche e sistemiche variabili, che richiedono un approccio diagnostico mirato.
Possono comparire disturbi del cammino associati a debolezza, rigidità, instabilità o tremori, oltre a difficoltà cognitive o comportamentali e disturbi psichiatrici. Sono possibili crisi epilettiche, disturbi sensitivi e alterazioni della motilità oculare. Alcune forme presentano segni sistemici come epatopatia, anomalie ossee o disturbi oculari. In alcuni casi l’esordio può essere rapido.
La diagnosi richiede risonanza magnetica, esami metabolici ed enzimatici, biomarcatori specifici (rame, ossisteroli, colestanolo), eventuale analisi del liquor e conferma genetica. La valutazione deve essere effettuata in centri esperti in malattie neurometaboliche dell’adulto.
È fondamentale rivolgersi a un neurologo esperto in malattie neurometaboliche. Il percorso diagnostico prevede RM, indagini metaboliche specifiche, test enzimatici, valutazione del coinvolgimento sistemico e conferma genetica. Alcune condizioni dispongono di terapie mirate, come i trattamenti chelanti nella malattia di Wilson, o l’acido chenodesossicolico nella xantomatosi cerebrotendinea. Nelle forme senza terapie causali, sono essenziali la gestione dei sintomi, la prevenzione delle complicanze e il follow-up multidisciplinare (neurologo, genetista, epatologo, oftalmologo, fisiatra). Il monitoraggio regolare permette di adeguare gli interventi alla progressione clinica.
Studio osservazionale longitudinale dedicato alle leucodistrofie e alle malattie neurometaboliche rare dell’adulto (ClinicalTrials.gov NCT04880356). Studi clinici sperimentali, sia interventistici sia non interventistici, in collaborazione con reti nazionali e internazionali in base alla disponibilità di nuovi protocolli e terapie emergenti.