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Laureata in Biotecnologie Mediche presso l’Università degli Studi di Milano (2009), ha conseguito la Laurea Magistrale in Biotecnologie Mediche presso l’Università degli Studi di Torino (2011) e l’abilitazione alla professione di Biologo presso l’Università degli Studi di Pavia (2016). Ha svolto tirocini presso il Dipartimento di Biologia e Genetica per le Scienze Mediche (Università di Milano) e l’U.O. di Neurogenetica Molecolare dell’IRCCS Carlo Besta, acquisendo competenze in biologia e genetica molecolare, biologia cellulare e biochimica. Nel corso della carriera professionale ha consolidato queste competenze e ne ha sviluppate di nuove nell’ambito dell’immunologia applicata. Ha contribuito alla diffusione dei risultati sperimentali attraverso la pubblicazione di articoli scientifici su riviste internazionali, la partecipazione a congressi e l’attività di peer-review per riviste specialistiche.
Collaboratrice di ricerca sanitaria a tempo indeterminato presso la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, con oltre quindici anni di esperienza nel campo della genetica delle malattie rare. Dal 2016 svolge attività di ricerca nel laboratorio di Genetica della Neuroalgologia, dedicato allo studio genetico e istologico di pazienti con neuropatia delle piccole fibre e altre forme di dolore cronico. In precedenza ha lavorato nelle unità di Neurogenetica e Neuropatologia dello stesso Istituto, approfondendo lo studio delle patologie mitocondriali e la demenza fronto-temporale. Nel corso della sua carriera ha contribuito allo sviluppo di metodologie innovative per lo studio ossigrafico delle colture cellulari e ha partecipato alla formazione di studenti, favorendo l’acquisizione delle competenze necessarie per la ricerca in genetica medica.
Si dedica allo studio dei meccanismi genetici e molecolari che sottendono le malattie rare e le condizioni di dolore cronico. I principali ambiti di ricerca includono l’identificazione di geni coinvolti nella percezione del dolore attraverso lo studio di coorti di pazienti e l’approfondimento di mutazioni responsabili di sindromi ereditarie rare come l'insensibilità congenita al dolore e la pseudo-ostruzione intestinale cronica. Parallelamente, partecipa allo sviluppo di approcci sperimentali in vitro per valutare l’impatto delle alterazioni genetiche e supportare la definizione di correlazioni genotipo-fenotipo.