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Laureata in Psicologia Sperimentale nel 2005 e ha conseguito il Dottorato in Neuroscienze nel 2010 presso l’Università Vita-Salute San Raffaele. Nel 2009 ha svolto attività di ricerca presso il King’s College di Londra e il Max Planck Institute di Lipsia. Dal 2011 è neuropsicologa clinica alla Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta e, dal 2016, fa parte dell’équipe che si occupa della malattia del motoneurone come neuropsicologa. Dal 2019 è ricercatore sanitario e coordina l’attività di ricerca neuropsicologica e clinica della SC Neurologia 3, che include lo studio dei profili cognitivi e comportamentali in pazienti con malattie neurodegenerative dello spettro frontotemporale e con neuropatie. Fa parte del team multidisciplinare del Dipartimento di Neuroalgologia per la valutazione dei candidati a trattamenti invasivi per il dolore cronico. Ha competenze nell’uso di software per analisi statistiche, neurofisiologiche e di neuroimaging
Ricercatore sanitario presso la SC Neurologia 3, possiede un dottorato di ricerca sulla SLA e una formazione in neuropsicologia. La sua attività si concentra sullo studio dei profili cognitivi e comportamentali nelle malattie del motoneurone e nelle degenerazioni frontotemporali, con particolare attenzione al linguaggio e alla cognizione sociale.
L’approccio multidisciplinare è centrale nel suo lavoro: integra dati neuropsicologici con misure di neuroimaging, genetica e biologia per una comprensione più approfondita delle disfunzioni extra-motorie.
Si occupa inoltre delle fasi prodromiche del decadimento cognitivo e dello studio del profilo neurocomportamentale nel dolore cronico.
Coordina i protocolli di ricerca neuropsicologica della SC Neurologia 3 e segue la formazione alla ricerca di giovani psicologi.
È Guest Editor per IJMS, Review Editor per Frontiers e revisore per riviste scientifiche internazionali.
Si occupa dello studio delle alterazioni cognitive e comportamentali nelle malattie del motoneurone, indagandone i correlati neurofisiologici e neurali. I suoi lavori hanno contribuito alla revisione dei criteri diagnostici internazionali delle manifestazioni extra-motorie della SLA, attraverso l’identificazione di nuovi fenotipi cognitivi.
Utilizza protocolli innovativi per il deep phenotyping, integrando dati psicometrici con neuroimaging, genetica e biologia, con l’obiettivo di mappare i correlati neurali delle alterazioni cognitive e individuare manifestazioni tipiche in pazienti con profili clinici e genetici specifici.
Recentemente si occupa anche delle fasi prodromiche del decadimento cognitivo nelle degenerazioni frontotemporali e del profilo neurocomportamentale del dolore cronico, contribuendo alla definizione del dolore nociplastico.
I risultati ottenuti e i progetti in corso sono frutto di un lavoro di squadra che valorizza l’entusiasmo e la competenza di un’équipe multidisciplinare.